Insorta distesa

Plumes dans la tête

di Silvia Costa
con Nathaly Sanchez
disegno sonoro: Lorenzo Tomio
disegno luci: Giacomo Gorini
sculture di scena: Plastikart Studio Zimmermann & Amoroso
per l’assistenza e le soluzioni tecniche si ringraziano: Francesco e Paolo Catterin.

[audio:http://lorenzotomio.com/wp-content/uploads/2011/03/insorta_sito.mp3|titles=insorta distesa]

Su di un’immagine addormentata si apre il mio percorso verso l’incorruttibilità e la perfezione (devo arrivare all’oro, devo arrivare all’oro).
Come un archeologo scopro nella terra oggetti che devono essere riportati alla luce(la luce si dipinge con l’oro, che si manifesta come luce, come pura luce) dopo aver custodito dentro i loro gusci vuoti forme di corpi, memoria di gesti. Sono rimasti lì, bloccati nel tempo, immutati sotto strati di polvere e sedimento.
Spacco la superficie per scoprire cosa c’è dentro. (dov’è l’oro? dove l’hanno nascosto?)
Non ne rimane che un’impronta insostanziale, resti astrali di esseri che reiniziano da dove erano stati fissati. Quei confini, sbarrando e ritenendo, mantenevano vivo, sebbene rigido, il loro contenuto.
Tutto era al sicuro. Integro. Immutato. (chiudete dentro l’oro, chiudetelo dentro).
Ciò che era nascosto, intrappolato, fermato in un con-formato viene lasciato in-sorgere.
Il suo aspetto appartiene all’oscuro perchè la luce lì, in quell’involucro formante, non poteva arrivare.
La sua natura appartiene all’ombra, alla notte, alla materia putrefacente che dovrà venire sublimata (deve funzionare, deve funzionare).
L’oro è alla fase di elemento da ricercare, non ce n’è esperienza, non lo si può ancora né vedere né toccare.

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